mercoledì 14 maggio 2014

Una domenica diversa e giocosa

Domenica scorsa, nel mio paese, si è svolta la consueta fiera di maggio. Si tratta di una fiera che viene fatta ogni anno in occasione della festa della mamma, con bancarelle e animazioni varie. Quest'anno, in concomitanza con la fiera, c'è stata anche l'apertura del castello che, purtroppo, era chiuso da qualche anno. Erano previste varie manifestazioni delle quali ne avevo fatto pubblicità qui.
Avevamo deciso quindi di vivere il nostro paese dedicando anche un momento diverso di gioco per i nostri bambini, per cui la giornata è iniziata prima delle solite domeniche. Al mattino siamo andati presso la caserma dei vigili del fuoco (volontari) in quanto c'era la possibilità di visitare la caserma e i mezzi e i bambini più coraggiosi potevano fare un percorso nel quale esercitavano alcune delle funzioni tipiche dei vigili del fuoco meritando, al termine, il diploma di allievo pompiere.
Ecco una carrellata dei bellissimi ed efficentissimi mezzi. Colgo l'occaisone per ringraziare tutti i vigili del fuoco che ogni giorno prestano il loro tempo a servizio dei cittadini.





















 












Nel pomeriggio, invece, ci siamo recati in piazza dove si svolgevano tutte le altre manifestazioni. Il nostro castello è molto bello e grande e possiede anche un grande giardino. La cosa che ho apprezzato molto è stata l'aver pensato di far giocare i bambini in modo diverso. Per un pomeriggio, finalmente, via videogiochi, playstation, tablet e cose del genere, perchè ai bambini è stata offerta la possibilità di giocare all'aperto facendo dei giochi medievali, di una volta. Mentre anche mio figlio si è messo a giocare, ho deciso di osservare e fotografare e ho potuto constatare che i bambini erano davvero felici di fare qualcosa di diverso e di manuale, lo si poteva vedere neii loro occhi e dal loro entusiasmo. E' fondamentale per un bambino poter giocare all'aria aperta, utilizzando tutte le funzioni del suo corpo, cioè la possibilità di potersi muovere e correre (funzione fisica) e anche quella di poter inventare ogni volta qualcosa di nuovo, semplicemente in base a quello che si ha a disposizione o alla tipologia del gruppo che si crea (funzione intellettiva). Ritengo che questo sia fondamentale non solo per una crescita sana ed armonica, ma anche perchè è uno dei modi per non "atrofizzare" il cervello dei bambini sin da piccoli. Chiedo scusa se sono un pò dura e rigida su questo argomento, ovviamente non voglio giudicare le scelte di nessuno, ma per esperienza e documentazione, ne sono davvero convinta.
Ecco quindi le foto di alcuni momenti giocosi dei bambini.

Piccoli Guglielmo Tell: colpire la mela con la freccetta

Tiro alla fune

Infilare il cerchio nella bottiglia: sembra facile ...

Tiro con l'arco

 
Colpire la noce che arriva in discesa: anche questo proprio facile non è

La corsa nei sacchi
  

Mentre noi eravamo a giocare al castello e a visitare quel che la fiera offriva, la mia terza figlia non ha voluto invece mancare ad un appuntamento a lei (e a tanti altri bambini) tanto caro: fare i lavoretti con la Betta. Betta è una mia carissima amica, ed è un vulcano di idee e attività per i bambini e non solo. Dopo aver proposto i lavoretti a bambini ogni due settimane all'oratorio durante le domeniche invernali, recentemente collabora con la libreria del nostro paese dove, una volta al mese, fa il raccontafiabe per tutti i bambini. Ma oggi, in occasione della fiera e della festa della mamma, ha deciso di riproporre i lavoretti. In queste occasioni i bambini sono sempre super felici di creare qualcosa da soli e, orgogliosi, portano sempre a casa il "trofeo" costruito. E poi la devo dire tutta: la Betta è proprio brava!!!
Questa volta i bambini hanno potuto portare a casa un segnalibro fatto con materiali semplici o di recupero (in questo caso, cartone, riso e farina di mais) ma anche (e questo mi è piaciuto molto) un dado, fatto di carta, nel quale in ogni faccia viene proposta una piccola attività manuale che i bambini possono fare in casa insieme alla mamma (o anche al papà). 

Segnalibro

Dado delle attività
 
Le attività proposte sul dado sono le seguenti:

  • mamma, oggi ti aiuto a pulire il pavimento
  • mamma, oggi apparecchio la tavola
  • mamma, oggi stendo con te i panni
  • mamma, oggi lavo/asciugo con te i piatti
  • mamma, oggi ti aiuto a pulire il bagno
  • mamma, oggi ti aiuto in quello che vuoi

Qui mi devo collegare al giorno prima quando, come ogni mese, abbiamo partecipato all'incontro con la maestra dell'asilo steineriano. Perchè, proprio durante l'incontro sempre stimolante e arricchente, la maestra ci diceva dell'importanza di far fare sempre qualcosa ai bambini in modo da poter essere d'aiuto in casa. Non solo perchè si tratta di far fare attività manuali che stimolano tutte le loro funzioni, come dicevo prima, ma anche perchè è giusto che nei bambini si formi una coscienza e una consapevolezza del fatto di poter essere d'aiuto, del fatto che anche il loro piccolo apporto è prezioso all'interno della famiglia (e quindi di una comunità).

E' stata davvero una giornata bella, diversa e stimolante e ancora una volta mi sono resa conto che, in fondo, basta davvero poco.

Infine, un omaggio ...

alla mia cara amica "tata" Betta



sabato 10 maggio 2014

Auguri a tutte le mamme ....

... che portano in grembo le loro creature per nove mesi, che mettono al mondo i loro figli pur dovendo soffrire, che accudiscono i figli ad ogni ora del giorno e della notte, che gioiscono per ogni nuova scoperta dei loro figli, che li sanno accompagnare in ogni nuovo giorno della loro vita, che li consolano ad ogni caduta, che sanno mettersi in discussione in ogni momento, che leggono, si informano, partecipano per poter crescere ogni giorno insieme ai loro figli, che offrono la loro vita pur di mettere al mondo il loro bambino, che darebbero la vita pur di salvare un figlio gravemente malato, che soffrono se i loro figli abbandonano il cammino di fede, che piangono la morte di un figlio, che si disperano se i figli prendono strade brutte e pericolose, che hanno perso una gravidanza, che accolgono un figlio pur sapendo che nascerà non perfettamente sano, che non si perdono d'animo se la vita ha donato loro un figlio "diversamente abile", che sanno mettersi a giocare con i loro bambini, che non delegano sempre la questione educativa ad altri, che fanno fatica a gestire economicamente la famiglia, che sanno far crescere in figli in perfetta serenità pur essendo separate dal papà, che cucinano con i loro bambini, che inventano ogni volta dei piccoli lavoretti da fare con i bambini, che continuano ad essere mamme anche se i figli sono ormai diventati genitori, che sanno fare le mamme e le nonne nello stesso momento, che ..., che..., che...,
la lista potrebbe essere infinita. Se volete, proseguite voi, ne sarei davvero felice.

Infine auguri alle mie nonne, auguri alla mia mamma!



Effettivamente fantasia, sportività e lavoretti in casa non sono proprio il mio forte: è stato sincero

I pensieri per la mamma della prima elementare



mercoledì 7 maggio 2014

I desideri, a volte, si realizzano!

Il titolo è davvero interessante... chi non vorrebbe che si avveri?
Ebbene, nei giorni scorsi, sono stata un pò assente dal blog, proprio perchè si è realizzato un mio grande desiderio che mi ha occupata completamente.
Ho degli zii e dei cugini che vivono in Lussemburgo e che non vedevo da circa 30 anni, cioè da quando ero bambina e ci si incontrava d'estate dalla nonna in Veneto. In tutti questi anni non ho mai avuto l'occasione di andare in Lussemburgo ma non ho mai smesso di pensare a loro. Anzi, tra me e me dicevo sempre che il fatto di avere lì dei parenti poteva facilitare un possibile viaggio. Sta di fatto che la vita scorre, cambiano le situazioni, se ne creano di nuove e intanto il tempo passa.
Trent'anni sono davvero tanti, i miei zii saranno "invecchiati" e i miei cugini saranno cresciuti e, chissà, messo su famiglia come è successo a me. Avevo ancora nella mente tanti ricordi di bambina, tante immagini di momenti felici e spensierati. Tutti questi anni non sono riusciti a scalfirli e sono rimasti sempre nel mio cuore. Ma circa due settimane fa, ho sentito forte dentro di me questo desiderio di poter rivedere tutti questi miei parenti, quasi come di ri-conoscerli di nuovo. Fondamentale è stato l'essere riuscita, qualche mese fa, a rimettermi in contatto con un mio cugino, Marco, che avevo visto una volta sola nella mia vita ma che, come dicevo prima, ricordavo benissimo. Insomma, nel giro di 3-4 giorni, siamo riusciti a trovare un posto dove dormire in albergo e abbiamo deciso di approfittare del lungo week-end del primo maggio, per partire in questa avventuta. Già, perchè fare un viaggio di circa otto ore (più le fermate varie) con tre bambini non è proprio una passeggiata, ma quando c'è qualcosa di forte che ti spinge dentro, riesci ad affrontare qualsiasi situazione. Mi sono resa conto, ancora una volta nella vita, che spesso ci lasciamo travolgere dalla quotidianità in un modo sbagliato, nel senso che riusciamo a vedere solo le difficoltà e le impossibilità. Poi, come uno schiocco di dita, tutto viene reso possibile, semplicemente perchè si è deciso che si può fare. Questa è per me sempre una grande lezione di vita, che mi permettere di riflettere e di farne memoria.
Non mi voglio dilungare nel raccontare tutto quello che abbiamo fatto e visto in questi quattro giorni intensi, però voglio condividere alcune emozioni che mi hanno ridato ancora più vita.
Nei vari incontri con zii e cugini, e nel sentire un pò le loro storie, i loro modi di essere e le modalità con le quali hanno affrontato la vita, ho ritrovato tante parti di me. E' stato come prendere tanti piccoli pezzi (che mi assomigliavano) da ciascuno di loro e comporre un nuovo puzzle della mia vita. E' stato come ritornare alle mie radici, quelle vere, e da queste radici attingere nuova linfa vitale. E ancora una volta ho potuto constatare, e avere la conferma, che provengo da una famiglia nella quale la semplicità, la bontà, l'ospitalità, la generosità e l'apertura d'animo sono le caratteristiche costituenti. E sono le stesse caratteristiche che intendo trasmettere ai miei figli.
Mi sono emozionata, ho gioito, ho pianto, mi sono rallegrata ... insomma è stato davvero un viaggio denso di emozioni importanti e fondanti. Seppur molto stancanti fisicamente, sono stati quattro giorni molto arricchenti dal punto di vista relazionale, sicuramente anche per i nostri bambini.
Oltre ai meravigliosi ricordi ora mi rimangono tante foto, che provvederò al più presto a stampare, proprio per poterne fare memoria nel tempo.
Concludo con l'immagine di un bellissimo uccello che abbiamo potuto vedere durante la sosta in un autogrill in Francia, situato proprio in un osservatorio di cicogne. E' stato un momento di pausa veramente bello, con le cicogne ad un paio di metri dalla panchina sulla quale mangiavamo i nostri panini.
E siccome, tra le varie specie di uccelli che vengono a mangiare le briciole nel mio giardino, questa mi mancava, non posso che pubblicarne le foto.

Non potevo non darle qualcosa da mangiare
E infine .... il meraviglioso San Gottardo

giovedì 24 aprile 2014

Giovedì ... gnocchi !

Vi avevo raccontato qui che avevo recentemente acquistato del buon burro di bufala. E, tra i vari piatti che ci siamo concessi con questo ingrediente, c'erano anche gli gnocchi al burro fuso e salvia.
Aprendo la dispensa della cucina mi sono accorta che stazionava da un pò di tempo un pacchetto di farina di castagne biologica. Nello stesso tempo mi sono resa conto che vi propongo molto spesso dei dolci, allora ho deciso di utilizzare i due ingredienti (farina di castagne e burro di bufala) per confezionare un primo piatto. Ed essendo giovedì, il proverbio dice ...gnocchi. Ho tirato fuori la mia asse di legno per gli impasti e ho iniziato questo bel lavoro, che potrebbe sembrare difficile, mentre in realtà è semplice e anche veloce. Nel tempo in cui l'acqua nella pentola arriva a bollore, si possono fare dei buoni gnocchi.

Ingredienti per 4-5 persone

250 gr. di farina di castagne setacciata
250 gr. di farina bianca
due pizzichi di sale
acqua q.b.

Impastare tutti gli ingredienti aggiungendo l'acqua un pò alla volta, fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo. Prendere un pò di impasto alla volta, farne dei rotolini e tagliarlo a pezzetti lunghi poco più di un centimetro. Passare ogni gnocco sui rebbi di una forchetta capovolta per dargli la caratteristica forma. Quando l'acqua bolle, salarla, gettare gli gnocchi e scolarli quando vengono a galla.
Condire con burro fuso e salvia. Spolverizzare a piacere con del pecorino romano.







mercoledì 23 aprile 2014

Tortionata

Chi mi conosce sa che sono vegetariana da circa un paio d'anni (tendente al vegano) e che, a motivo di intolleranze al latte vaccino (e derivati) in casa nostra non esistono più latte, burro, yogurt classici, ma il tutto è stato sostituito da bevanda di riso, yogurt di soia e olio extravergine d'oliva o di mais spremuto a freddo per i dolci.
Recentemente però, nel Gruppo di Acquisto Solidale del quale faccio parte, è entrato un nuovo fornitore di prodotti a base di latte di bufala. Tra le varie tipologie di mozzarelle e formaggi ho trovato anche il burro di bufala. E' stato per me un richiamo. Ho deciso che per una volta potevamo fare un piccolo strappo alla regola. Dopo sette anni di assenza del burro in casa, ho trovato un burro al quale non siamo intolleranti, fatto direttamente dal produttore, a km 0 ... insomma, non potevo non prenderne un pochino. Così in questi giorni si è fatto colazione con pane, burro e marmellata, abbiamo mangiato risotto alla milanese mantecato con il burro, ho fatto gli gnocchi conditi con burro e salvia e, ovviamente, non poteva mancare un dolce.
Questa volta, però, non ho fatto i soliti dolci soffici che tanto piacciono in famiglia per colazione, ma ho deciso di seguire la ricetta di un dolce tipico della mia zona. Si chiama Tortionata ed è simile, come consistenza, alla Sbrisolona. Si fa con le mandorle e si mangia a pezzi, proprio perchè per la sua consistenza, non si riescono a tagliare bene le fette.
Finita questa vaschetta di burro, ritornerò al mio mangiare vegetariano e vegano, promesso!!!

Ingredienti:

300 gr. di farina
170 gr. di burro
125 gr. di mandorle spellate
la scorza grattuggiata di un limone biologico
170 gr. di zucchero
1 tuorlo
mezzo cucchiaino di bicarbonato

Fare imbiondire 20 gr. di burro in un tegamino, unite le mandorle tritate e rosolatele appena appena.
In una ciotola mescolate la farina con lo zucchero, il tuorlo, la scorza di limone, poi amalgamatevi le mandorle, 150 gr. di burro fuso e il bicarbonato.
Versate il composto in uno stampo imburrato e infarinato (oppure ricoperto con carta forno) e schiacciatelo per bene livellandolo. Segnate la superficie della torta a linee trasversali con i rebbi della forchetta. Cuocete la torta in forno già caldo a 180° per circa 40 minuti, finchè avrà assunto un bel colore dorato. Servitela tiepida o fredda con una spolverata di zucchero a velo.





lunedì 21 aprile 2014

Pasqua ... senza colomba

Ieri era Pasqua e, a motivo di intolleranze al latte vaccino, non avremmo potuto mangiare il dolce tipico dell'occasione: la colomba. E a dire la verità in questi giorni non avevo neanche il tempo e la voglia di farla io, con le dovute modifiche. Però, terminare il pranzo di Pasqua senza nemmeno un dolce, non mi piaceva proprio. Così ho optato per fare un bel tiramisù, dolce sempre apprezzato e di facile realizzazione. Mia suocera mi aveva recentemente regalato un pacco doppio di Pavesini, così ho deciso di realizzare il tiramisù utilizzando proprio questi biscottini al posto del pan di spagna, seguendo l'esempio della mia cara amica Marinella. Dopo aver acquistato della ricotta senza lattosio e preparato gli altri ingredienti, il gioco è stato semplice.
Condivido questo dolce con tutti voi, augurandovi ancora una volta una Buona Pasqua.

Ingredienti:

una confezione di biscotti Pavesini







600 gr. di ricotta senza lattosio
una caffettiera grande di caffè d'orzo
3 uova fresche biologiche
100 gr. di zucchero di canna
cacao amaro in polvere

Preparare il caffè d'orzo e, mentre si raffredda, sbattere la ricotta fino a renderla cremosa.
A parte sbattere energicamente le uova con lo zucchero. Unire insieme la ricotta con le uova sbattute e amalgamare il tutto.


  

Coprire il fondo di una pirofila con un velo leggero di crema. Intingere i biscotti Pavesini nel caffè d'orzo e riporli nella pirofila formando un primo strato. 





 Coprirli con la crema e continuare con gli strati di biscotti fino a terminare la crema. Nell'ultimo strato, sopra la crema, spolverizzare il cacao amaro.


Golosissimo!!!