lunedì 1 settembre 2014

Ci sono ancora ...

Dall'ultima volta che ho pubblicato un post è passato davvero tanto tempo, praticamente più di un mese. Non sono scappata, ma tra la fine del lavoro prima delle vacanze, le vacanze e la ripresa lavorativa, non sono mai riuscita a trovare un attimo di tempo per scrivere. Anche se ci pensavo spesso, il tempo non c'era mai.
Ma questa sera mio marito usciva a cena con i papà dell'asilo, io e i bambini abbiamo finito di cenare abbastanza presto per leggere qualche storia e far si che i pargoli fossero tutti a dormire entro le 21,30. Quale momento migliore per poter riprendere le redini del blog?
Così ho deciso di dedicare la serata araccontare qualcosina di questo mese trascorso.
Naturalmente racconterò delle vacanze e dei bei momenti trascorsi con gli amici.
In vacanza, come già avviente da qualche anno, ci siamo recati in Trentino, quest'anno però cambiando valle. Siamo andati a Tonadico, passo Cereda, per internderci abbastanza vicino a San Martino di Castrozza. Eravamo alloggiati in un agriturismo a 1367 mt. E fortunatamente siamo riusciti a godere di un tempo meterologico buono per tutta la settimana della nostra permanenza. Siamo riusciti quindi a fare tante escursioni, grazie anche (e ci tengo a dirlo) ai nostri figli che amano camminare, piccola di 4 anni compresa, che è stata soprannominata "stambecca".
In una settimana siamo riusciti a raggiungere alcune malghe o rifugi: Malga Fossetta (1554 mt.), Malga Fratazza (1440 mt.), Capanna Cervino (2084 mt.), Baita Segantini (2200 mt.), Rifugio Treviso (1630 mt.), Rifugio Rosetta-Pedrotti (2700 mt.). Poi abbiamo raggiunto il passo Palughet attraverso un percorso davvero impervio e faticoso, abbiamo regalato una mezza giornata ai nostri bambini presso il parco avventura Agility Forest di San Martino Castrozza e, un'altra volta abbiamo cercato di raggiungere il ghiacciaio della Fradusta ma siamo stati colpiti da pioggia e freddo e, nonostante fossimo già a buon punto, abbiamo deciso di ritornare indietro, non potevamo rischiare con i tre bambini. Ci tengo però a raccontare che siamo riusciti a raggiungere il Cristo Pensante. Si tratta di un trekking abbastanza famoso che permette di raggiungere, in cima alla montagna, una statua che raffigura Gesù Cristo in una posizione che pare proprio stia pensando. Era da un paio d'anni che io e mio marito desideravamo fare questo percorso ma avevamo i bambini ancora troppo piccoli e forse non ci sarebbero riusciti. E anche quest'anno avevamo a malincuore deciso di rinunciare. Ma quando arrivati alla Capanna Cervino la titolare ci ha detto che ci voleva ancora un'oretta e che, secondo lei, i bambini ci sarebbero riusciti, non ci abbiamo pensato due volte e abbiamo subito imboccato il sentiero. E' stato proprio un bel percorso, i bambini ci sono riusciti e, arrivati in cima, abbiamo capito che ne valeva proprio la pena. La statua decisamente suggestiva e soprattutto il meraviglioso panorama ci hanno ripagato di qualsiasi fatica, proprio come avviene in montagna.
E come dovrebbe avvenire anche nella vita. Ogni volta che vado in montagna e mi misuro con la fatica prima e poi la soddisfazione dei panorami che si possono godere, penso sempre che la montagna sia la miglior metafora che si possa utilizzare per la vita di ogni giorno, fatta di fatiche, dolori ma di gioia e soddisfazioni quando si riescono a percorrere e raggiungere obiettivi profondi e importanti.
Infine, nel giorno di rientro a casa, ci siamo fermati a visitare il bellissimo Muse di Trento, un museo di scienze naturali, e non solo, che vale proprio la pena di visitare.

Passo Palughet


Arrivati in cima al monte Castellazzo

Il Cristo Pensante in tutta la sua maestosità

Verso la Baita Segantini con le Pale di San Martino sullo sfondo

In direzione del rifugio Rosetta-Pedrotti

Sull'Altopiano delle Pale di San Martino verso il ghiacciaio della Fradusta





Per ora concludo il racconto con queste splendide foto che, forse, dicono più di tante parole, ma mi prometto di proseguire in un altro post perchè durante questi mesi estivi di luglio e agosto sono avvenuti incontri interessanti e importanti che sicuramente avranno seguito nella vita della nostra famiglia. 

Vi lascio, come augurio, questa bella frase trovata ai piedi del Cristo Pensante





sabato 26 luglio 2014

Piccoli frutti estivi

Mi sto rendendo conto che in questo periodo sto scrivendo davvero poco. Lavoro, famiglia, preparativi per le vacanze, un pò di shopping in occasione dei saldi ... insomma marco un pò male.
Ma in questo preciso momento, metre il primo figlio è sul divano a leggere (tanto per cambiare) e il papà è sull'altro divano a leggere agli altri due figli, ho deciso che dovevo approfittare di questo momento, altrmenti chissà quando sarei riuscita a buttar giù qualche riga.
Approfitto quindi di una operazione avvenuta la scorsa settimana per postare la ricetta di un dolce che ho fatto proprio in quell'occasione.
L'evento in questione è stato l'operazione sbrinamento freezer. Ne abbiamo due: uno sotto il frigorifero a colonna costituito da 3 cassetti, e uno a pozzetto in cantina. Il ghiaccio intorno alle pareti parlava chiaro, era proprio arrivato il momento di una pulizia accurata e approfondita.
I due bambini più piccoli hanno collaborato con il papà nello spostamento del contenuto da un freezer all'altro e soprattutto nel portare i pezzi di ghiaccio in giardino, dove il sole li scioglieva e dava da bere a piante e fiori.
Quando si fanno queste operazioni spesso accade di venire a conoscenza di ingredienti congelati dei quali ci si era proprio dimenticati, perchè nascosti in un angolo in fondo oppure perchè si cucina sempre qualcosa di diverso. E anche questa volta è stato così. Tra le altre cose, in congelatore era rimasta parcheggiata una bella vaschetta piena di mirtilli che avevamo raccolto lo scorso anno in montagna.
Ci trovavamo in Trentino e, l'albergo nel quale alloggiavamo, proponeva ogni giorno qualche attività programmata. Una di queste è stata proprio una bellissima visita all'Azienda Agricola Tisi Patrizia, produttrice di mirtilli ed erbe aromatiche. E' stata una giornata ricca di natura, con la raccolta di mirtilli e delle erbe aromatiche utili per cucinare o fare ottime tisane curative. Poi si è potuto visitare gli animali da cortile, compresi delle grandi e belle oche. Ad un certo punto la proprietaria ha raccolto un uovo di oca (bello grande) e ha preparato, per la gioia di grandi e piccini, una semplice e buona frittata aromatizzata con il suo sale alle erbe.
Ebbene, questi mirtilli mi hanno fatto ricordare questa bellissima giornata di vacanza ma, nello stesso tempo, mi hanno dato l'idea di preparare una semplice e deliziosa torta per la colazione del mattino successivo. Mentre il forno arrivava in temperatura, ecco preparato l'impasto

TORTA ALLO YOGURT DI SOIA CON MIRTILLI (senza latticini)

Ingredienti

300 gr. di farina bianca tipo 0
150 gr. di zucchero di canna
125 gr. (un vasetto) di yogurt bianco di soya
50 gr. di latte di riso (o di altro cereale)
100 ml. di olio di mais spremuto a freddo
1 uovo intero
la buccia grattuggiata di 1 limone bio
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino di aceto di mele bio
1 pizzico di sale
mirtilli scongelati (o freschi) a piacere

Sbattete energicamente l'uovo con lo zucchero. Unite lo yogurt, il latte di riso, l'olio e, a poco a poco, la farina con il sale. Unite la buccia grattuggiata del limone e alla fine, il bicarbonato con l'aceto. Quando avrete ottenuto un impasto liscio e morbido, unite i mirtilli amalgamandoli bene all'impasto. Ungete leggermente la tortiera con olio e cospargetelo di farina. Quindi versaveti l'impasto e cuocete in forno già caldo a 180° per 35-40 minuti.

Che bello iniziare la mattina con qualcosa di soffice e goloso!!!


lunedì 14 luglio 2014

Altra scorta preparata in estate: il dado vegetale

L'argomento che voglio trattare oggi è tanto semplice quanto diffuso in ogni casa: il dado per fare il brodo. Fatta la premessa che fare il brodo è veramente un gioco da ragazzi, per orari di lavoro o di altri impegni sono consapevole che non sempre è possibile. Oppure spesso succede che si decide di fare un risotto all'ultimo momento, cambiando il piano già predisposto, perchè si scopre che i figli a scuola/asilo e il marito in mensa hanno mangiato pasta. Ecco allora che il dado viene davvero in nostro aiuto. Ma, non è sempre così facile trovare il dado adatto alle proprie esigenze. A parte il fatto che sarebbe sempre bene evitare di scegliere prodotti che contengono glutammato, sostanza ormai dimostrata dannosa per la salute, ma a volte tra gli ingredienti ci possono anche essere elementi per i quali si è intolleranti. Nel caso della mia famiglia, il pomodoro, la patata e il lievito (se qualcuno di voi mi sa spigare a cosa serve mettere il lievito nel brodo, per favore mi illumini!!).
Per quanto riguarda i dadi già pronti finora ne ho trovato solo uno in commercio che fa al caso mio, venduto dalla mia cara amica Manuela nel suo negozio di prodotti bio I Germogli, prodotto dalla ditta Zangrando. 


  

Ma questa volta ho deciso che il dado vegetale me lo volevo autoprodurre. E visto che siamo in estate potevo approfittare di tante verdure fresche e profumate, delle quali avrei potuto beneficiarne anche in autunno e inverno. Di ricette per fare il dado vegetale se ne possono trovare a valanghe, sia cuocendo le verdure che preparando tutto a crudo. Così ho iniziato a sfogliare tra i mei libri di cucina vegetariana e ho scelto questa ricetta, tratta dal libro "Le ricette del metodo Kousmine" di Marina Grassani, ed. Tecniche Nuove

 
Ingredienti:

500 gr. di cipolle, 100 gr. di prezzemolo, 200 gr. di basilico, 300 gr. di sedano, 400 gr. di carote, 7 spicchi di aglio, 500 gr. di sale fino integrale marino, due rametti di rosmarino, 5 foglie di salvia.

Prima di tutto mi sono divertita con i miei bambini a procurare gli ingredienti che potevo reperire nel nostro giardino, ovvero il basilico, il prezzemolo, il rosmarino e la salvia. Dopodichè ho mondato, lavato e asciugato bene tutte le verdure e i vari profumi. Ho iniziato a tagliarli in pezzetti più o meno grossolani e poi ho tritato tutto in un mixer, avendo cura di intervallare a strati le verdure dure e quelle in foglia. Ho trasferito poi tutte le verdure tritate in una grossa ciotola e le ho mescolate per bene con il sale. Ho trasferito poi il tutto in vasi di vetro e riposto in frigorifero.

 
Questo dado si usa a cucchiaini, facendo delle prove finchè trovate la sipidità giusta per voi. Devo ammettere che è veramente buono, quando lo si utilizza sprigiona un profumo aromatico in cucina che è davvero invitante. Anche il figlio più grande, entrato a pieno titiolo nell'età preadolescenziale (con tutte le conseguenze annesse, anche relative al consumo di verdure) quando ne sente il profumo mi chiede sempre se è stato fatto con il "nostro" dado e, a pietanza ultimata, fa sempre i complimenti dicendo che è proprio buono. Non male come successo!!!

Devo dire che è talmente buono che in questo periodo, nel quale faccio spesso le zucchine saltate in padella, invece di farle trifolate semplicemente con il prezzemolo, utilizzo questo dado per insaporirle e vengono ancora più buone.
Mi sa che prima della fine dell'estate ne dovrò fare ancora qualche vasetto di scorta, se voglio gustarlo e riceverne i complimenti anche durante tutto l'inverno :)

mercoledì 9 luglio 2014

La mia prima cheese cake

Mercoledì mattina ore 8,30. Marito e figli sono già tutti fuori casa ed io ho la mattinata libera perchè oggi lavoro al pomeriggio.
Spesso mi capita di seguire MarcoBianchi tramite Twitter. Per chi non lo conosce lui è un divulgatore scientifico che lavora presso la fondazione Umberto Veronesi dell'IEO (Istituto Europeo Oncologico). Ed essendo anche appassionato di cucina, dedica anche molto del suo tempo alla divulgazione di una vita sana, costituita da alimentazione e movimento. Ha scritto alcuni libri e a fatto anche trasmissioni a riguardo. Il suo ultimo libro si intitola proprio "50 minuti, 2 volte alla settimana" nel quale appunto indica l'importanza della corretta alimentazione accompagnata però anche da un pò di movimento.
Concordo pienamente con quanto espresso da Marco Bianchi per cui decido, come lo scorso lunedì, di fare un bel giro in bicicletta, giusto per tenermi un pò in forma (campagna #iomimuovo). Nella mia zona c'è un bel percorso, che può essere più o meno lungo, e che si svolge su strada asfaltata ma in mezzo alla campagna. E' proprio bello, tant'è che nel periodo estivo questa strada viene esclusa al traffico, proprio perchè è meta di molte persone che la percorrono a piedi o in bicicletta ogni giorno.
E' stato proprio bello passeggiare in mezzo alla natura, accostando campi coltivati a mais o altro, respirare l'aria fresca del mattino, vedere gli uccelli sfrecciare nel cielo. 

Nello sfondo si vedono le colline

Quei puntini bianchi nel campo sono uccelli


C'è stato un attimo nel quale non avrei desiderato niente di meglio. E, dopo aver fatto 14,9 km, sono ritornata a casa soddisfatta, sentendomi un pò più sciolta e agile.


Ma siccome è un pò di tempo che non scrivo, ho pensato di postare l'ultima ricetta fatta, ovvero la cheese cake al limone. Ad essere sincera, di cheese non ha proprio niente, in quanto ho dovuto sostituire il formaggio spalmabile della ricetta originale. Ma, con la degna sostituizione dello yogurt di soia al limone, è venuta davvero buona e apprezzata da tutti. Sarà perchè siamo in estate e questo è un dolce fresco, ma è finita davvero in un batter d'occhio. A voi la prova.

CHEESE CAKE ALLO YOGURT (vegana, senza latticini)

Ingredienti:

300 gr. di biscotti Digestive
150 gr. di margarina vegetale
250 gr. di yogurt di soia al limone
300 ml. di panna di soia da montare
5 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaio di amido di mais
1 cucchiaino di succo di limone
1 cucchiaino di agar agar

Con un frullatore tritate i biscotti. Amalgamateli con la margarina sciolta e stendete l'impasto con le mani in uno stampo con l'apertura a cerniera. Mettete questa base della torta in frigorifero per almeno 2 ore. Nel frattempo, in un pentolino, amalgamate lo yogurt con lo zucchero e il succo di limone. Sciogliete l'amido di mais in poca acqua e fate lo stesso, a parte, per l'agar agar. Unite entrambi allo yogurt e fate addendare la crema a fuoco dolce. Quando la crema di yogur sarà fredda unitela alla panna precedentemente montata, mescolando delicatamente dal basso verso l'alto. Stendete la crema così ottenuta sulla base di biscotti e lasciate in frigorifero ancora 5-6 ore prima di servire.






lunedì 30 giugno 2014

Compleanno semplice e solidale


Eccoci arrivati all'ultimo (per questo periodo) compleanno festeggiato. Vi avevo raccontato qui che in questi giorni stavamo preparando una sorpresa per il nostro secondo figlio che avrebbe compiuto 7 anni. Ebbene, il papà si è occupato della preparazione del regalo, mentre la mamma si è piacevolmente occupata della preparazione del regalo "dolce". E anche questa volta, con grande soddisfazione!!!
Ma andiamo con ordine. Avevamo deciso di reagalargli un'altalena, visto che a loro piace molto dondolarsi e chiedono spesso di andare al parco giochi proprio per poterci salire. Non avendo un giardino molto grande, e in linea con il nostro stile di vita, abbiamo optato per la soluzione più semplice: un asse di legno con due corde. Questa soluzione è stata scelta anche perchè sarebbe stato utile ai bambini per vivere la condivisione, cioè che si può utilizzare un gioco in due, basta fare a turno e imparare la virtù della pazienza e dell'attesa. L'abbiamo posizionata appesa sotto il balcone, quindi il papà ha provveduto a fare i fori, mettere i ganci e dei bei moschettoni che potessero reggere il peso fino a 50 kg. Non vi dico la sorprea e la felicità nell'aver trovato questo regalo, condiviso pienamente anche dalla sorellina di 4 anni e mezzo (e anche dal quasi 13enne, che ogni tanto prova a salire). E devo dire che sono stati bravi, sin da subito, a fare a turno, spingersi l'un l'altro, divertendosi un pò ciascuno.
La mamma, invece, oltre ad aver preparato il tiramisù richiesto dal festeggiato, ha voluto anche cimentarsi per la prima volta in quelle classiche torte che di solito si vedono solo nelle vetrinette frigo dei pasticceri o delle gelaterie.
Nel gruppo GAS (gruppo di acquisto solidale) del quale faccio parte ormai da molti anni, è entrato un nuovo fornitore. Si chiama Cascina della Carità e per il momento offre lamponi, susine e confetture di amarene.
Vi trascirvo uno stralcio del loro progetto:
"Il progetto Cascina della Carità nasce da un gruppo di amici accomunati dal desiderio di trasmettere ai giovani del nostro tempo (quindici, diciotto anni) uno stile di vita che permetta loro di uscire dall’individualismo, dal proprio guscio, da una vita spesso troppo “virtuale”. Crediamo nella possibilità che i ragazzi, se stimolati ed accompagnati, possano realizzare grandi progetti: hanno bisogno di strumenti e luoghi che li aiutino ad uscire dalle fatiche e dagli schemi in cui spesso si rinchiudono. Vorremmo che i giovani possano scoprire ed acquisire alcuni valori fondamentali per la loro vita: la fatica, il donare gratis, la coerenza tra le parole e le azioni, lo spirito di gruppo, il rispetto e la collaborazione verso gli altri, la sensibilità e l’attenzione ai problemi dei più poveri, lo sforzo di imparare ad amare le persone".
Non hanno assolutamente nessuno scopo di lucro, tant'è che l’intero ricavato della vendita dei prodotti agricoli viene destinato a finanziare un progetto nella missione di Sao Salvador (Brasile), in cui operano un sacerdote e volontari laici dell’Operazione Mato Grosso.
Mi è piaciuto molto questo loro progetto, perchè parte dai giovani ed è per i giovani, proprio con l'idea di sviluppare quella parte sana di cui i giovani, oggi più che mai, hanno tanto bisogno per un'altrettanta sana crescita.
Ho deciso quindi di acquistare i lamponi coltivati da loro per realizzare il dolce in questione, sempre in versione vegana. Eccolo:

PAN DI SPAGNA ALLA PANNA E LAMPONI (vegan)

Ingredienti:

1 pan di spagna

Per la crema Chantilly
600 gr. di latte di soia alla vaniglia
30 gr. di farina 00
15 gr. di amido di mais
30 gr. di margarina vegetale
60 gr. di zucchero di canna
½ cucchiaino di curcuma
la scorza grattuggiata di un limone
500 gr. di panna di soia da montare
4 cucchiai di zucchero a velo

Per la decorazione
300 gr. di lamponi
3 cucchiai di zucchero
300 gr. di panna di soia da montare
2 cuchciai di zucchero a velo

Preparazione della crema Chantilly
In una ciotola amalgamate la farina, l'amido e la curcuma con 100 gr. di latte, mescolando bene per evitare grumi. In un pentolino sciogliete a fiamma bassa la margarina con 200 gr. di latte, aggiungete il latte rimanente, lo zucchero e la scorza di limone. Portate ad ebollizione, unite l'amido e la farina diluiti e, sempre mescolando con una frusta, cuocete per circa 3 minuti.
Versate la crema in una ciotola e lasciate raffreddare completamente coprendola a contatto con della pellicola.
Montate la panna con lo zucchero a velo e unitela alla crema delicatamente, poco alla volta, mescolando dal basso verso l'alto con una spatola.

Assemblamento della torta
Tagliate il pan di spagna in tre dischi. Su un piatto disponete il primo disco di pan di spagna, farcite con metà della crema Chantilly e 1/3 di lamponi; coprite con il secondo disco, farcite ancora con la crema Chantilly rimanente e ancora con 1/3 di lamponi. Coprite con l'ultimo disco.
Montate la panna con lo zucchero a velo. Spalmate un velo di panna montata sull'ultimo disco di pan di spagna. Mettete la restante panna montata nella sac a poche e iniziate a decorare tutta la torta (compreso il bordo). Finite la decorazione a piacere con i lamponi rimanenti e riponete la torta in frigorifero per almeno due ore prima di servirla.

Per il video devo ringraziare mio marito che si è adoperato nel montaggio compreso di audio :)





 
Per onor di cronaca, ecco il regalo ricevuto, semplice ma tanto tanto apprezzato




 

giovedì 26 giugno 2014

Estate: voglia di gelato...

... si, ma per gli intolleranti al lattosio? Già, andare in un bar e pensare di prendersi un cornetto oppure uno stecco, è impensabile. Per fortuna che qualche gelateria produce alcuni gusti alla frutta senza latte e che in qualche supermercato si può trovare una, e non di più, marca di gelato alla soia. Altrimenti?
Io direi, una parola soltanto: autoproduzione. E oggi vi voglio indicare il gelato alla frutta più semplice che si possa eseguire, con un solo ingrediente e niente gelatiera: il gelato alla banana.
Niente di più facile e, nonostante questo, decisamente buono. I bambini di solito lo amano (almeno, i miei si)

Ingredienti:
banane (quante ne volete)

 
Attrezzatura:
un normalissimo frullatore

Procedimento:
Sbucciate le banane, tagliatele a rondelle, disponetele su di un piatto e mettetele in congelatore per qualche ora, o qualche giorno (dipende quando vorrete mangiare il gelato)



  

togliete le banane dal congelatore, mettetele in un frullatore e frullate alla massima potenza per un pò di volte, fino a quando otterrete una consistenza cremosa.


Disponete il gelato in una coppetta (o anche in un cono, se lo avete) e gustatelo in tutta tranquillità!



C'est plus facile .... ;-)


martedì 24 giugno 2014

Son soddisfazioni ....

Periodo di compleanni. Vi avevo scritto qui che in questi giorni la mia nonna avrebbe compiuto 97 anni e che nei prossimi giorni il nostro secondo figlio compirà 7 anni. Ma c'è stato un terzo compleanno in famiglia: lo scorso sabato è stato il turno di mio papà. E' sempre bello avere un motivo per festeggiare, anche se in modo estremamente semplice, senza regali nè raduni di società. E' bello semplicemente essere insieme e per questo motivo esserne felici.

A motivo delle intolleranze al lattosio mia mamma mi ha detto: "Al dolce pensaci tu, compra tu la torta che sai possa andar bene".
Comprare la torta? Non mi venga mai detta una frase del genere.... La torta la FACCIO, con le mie mani, con gli ingredienti sani, compreso tutto il mio amore nel prepararla. E per il mio papà ho avuto voglia di fare proprio una torta speciale, proprio come speciale dev'essere il legame tra genitori e figli. Davanti ai miei occhi è quindi apparsa l'immagine della torta Sacher, mai fatta prima d'ora. La sfida nel mio cervello è stata immediata. Volevo dimostrare di potercela fare, nonostante non avessi mai ricoperto una torta con cioccolato fuso, nè tantomeno utilizzato la sacca del pasticcere per effettuare una scritta. Naturalmente, tutto in versione vegan, senza uova, latte, burro.

TORTA SACHER (vegana)

Ingredienti per la base:

230 gr. di farina 00
2 cucchiai di cacao amaro in polvere
100 gr. di zucchero di canna
55 gr. di olio di semi di mais spremuto a freddo
230 gr. di latte di soia aromatizzato alla vaniglia
80 gr. di cioccolato fondente
½ bustina di lievito in polvere
50 gr. di confettura di albicocche

Ingredienti per la farcitura:

150 gr. di confettura di albicocche

Ingredienti per la copertura:

150 gr. di cioccolato fondente
70 gr. di latte di soia
2 cucchiai di malto
20 gr. di confettura di albicocche

Preparazione della base.
Fate fondere il cioccolato a bagnomaria. In una ciotola setacciate la farina con il cacao in polvere, lo zucchero e il lievito. Versateci l'olio, la confettura (sciogliendola bene), il latte di soia e il cioccolato fuso, amalgamando il tutto molto bene. Ungete e infarinate una teglia di 22 cm. di diametro, versate il composto e cuocete in forno già caldo a 160° per 30 minuti. Al termine, verificate la cottura della torta con uno stuzzicadenti e poi lasciate raffreddare.

Tagliate quindi la torta in due dischi, farcite con la confettura di albicocche e ricomponete la torta. Spennellate la superficie con un velo di confettura. Fate fondere a bagnomaria il cioccolato con il malto e il latte amalgamando bene. Spalmatelo ancora caldo su tutta la torta, tenendone da parte un pochino per la scritta. Si solidificherà subito, dopodichè mettetela una mezz'oretta in frigorifero per farla rassodare ancora di più. Trascorso tale tempo, scaldate ancora un pochino il cioccolato fuso rimasto in precedenza, mettetelo in una sac a poche ed effettuate la scritta che più vi piace.
In questo caso, non ho scritto la tradizionale scritta "Sacher" ma, naturalmente la scritta "Auguri".

Farcire la torta con confettura di albicocche

Fondere il cioccolato a bagnomaria

Ricoprire la torta con cioccolato e fare la scritta

Che meraviglia! Bella, buona e sana.  







Devo ammettere che sono stata felicissima del risultato, sia estetico che del gusto. E soprattutto è stata per me un'enorme soddisfazione riuscire a fare una cosa che pensavo più grande di me, degna soltanto dei bravi pasticceri. Avrei potuto anche non assaggiarla, che già tale soddisfazione mi aveva ripagata.
E anche questo passaggio è stato un piccolo insegnamento di vita. A volte ci mentalizziamo eventi come più grandi di noi, ma quando osiamo metterci alla prova dando il meglio di noi stessi, possiamo di verificare che abbiamo tutte le capacità per poterci riuscire.
Auguro a tutti voi di provare questo tipo di esperienza :)